Un’eccezionale memoria autobiografica è la caratteristica principale dell’ipertimesia: le persone che ne sono affette non riescono ad abbandonare all’oblio le vicende della propria vita, ricordandole con ricchezza di particolari, letteralmente come se fossero accadute giusto un attimo prima. La medesima capacità non si riscontra però nel caso della memorizzazione di elenchi o numeri, sottolineando la necessità di un legame emotivo, personale, all’evento che viene ricordato. Infatti i ricordi richiamati dall’ipertimesico sono autobiografici e il processo non è collegato all’impiego di tecniche di memoria (memorizzazione volontaria), bensì è involontario.
Esistono pochi casi al mondo, ma il più documentato è sicuramente quello di Jill Price, una donna che manifestando capacità mnemoniche superiori si era recata dal proprio medico curante in cerca di risposte. I test clinici dimostrarono l’effettiva veridicità della condizione della donna: poteva ricordare nel dettaglio ciò che le era accaduto a 12 anni, nonché tutte le sedute di terapia a cui era stata sottoposta.
Da dove deriva tale super memoria? Gli studiosi non ne sono ancora certi. Gli esami di imaging cerebrale non hanno mostrato alcuna peculiarità nel cervello degli ipermnesici. Se l’anatomia è identica, la differenza deve essere posta ad un livello più astratto: le connessioni neurali. L’ipertimesia si associa infatti allo sviluppo di una ricchissima rete di connessioni cerebrali tra i lobi frontali (coinvolti nel pensiero analitico ed esecutivo) e l’ippocampo che, come parte del sistema limbico, fornisce la coloritura emozionale. Entrambe le formazioni sono intercalate sui circuiti neurali della memoria, ma la componente emotiva sembra essere la chiave di volta: secondo gli studi condotti da Lawrence Patihis, i pazienti ipermnesici hanno vissuto delle esperienze che li hanno obbligati a pensare insistentemente al proprio passato, a ripercorrere più e più volte un ricordo, rendendolo così più saldo. Questa è una condizione in comune con alcuni disturbi ossessivi compulsivi, parallelismo dimostrato da un particolare sviluppo, in entrambi i casi, del nucleo caudato (formazione grigia del sistema nervoso centrale con un ruolo nella memoria procedurale).
Patihis, analizzando 20 soggetti ipermnesici ha notato come essi siano accomunati da due valori: fantasy propeness (predisposizione alla fantasia) e absorption (capacità di immersione attentiva con alienazione dalla vita reale), ma sono ancora molti gli interrogativi su cui gli studiosi cercano di far chiarezza.
Si tratta quindi di un ‘’super potere’’ da invidiare ? Forse. Certamente ci attrae la capacità di ricordare eventi molto lontani, ma l’altra faccia della medaglia appare meno amena. Il riemergere di ricordi potrebbe costringerci a ri-vivere esperienze associate a sensazioni di dolore, sofferenza, imbarazzo e in questo caso l’impermeabilità all’oblio, non appare lontana dall’essere una condanna.
credits immagine: fanpage.it
